Dal Tamagotchi ai cani robot: quando a farci compagnia è un’AEE

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Da oggetti di uso quotidiano a compagni e caregiver. Come sta cambiando il nostro rapporto con la tecnologia?

Dalla sua messa in commercio, nel 1996, il Tamagotchi ha rivoluzionato il nostro rapporto con le Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: non più esclusivamente strumenti pensati per svolgere un compito o soddisfare un bisogno pratico, ma anche oggetti capaci di assumere una funzione affettiva e relazionale.

Dal 1996 a oggi, ci siamo presi cura di oltre 100 milioni di piccoli animaletti virtuali. Li abbiamo nutriti, puliti e, soprattutto, ci siamo affezionati.

Il Tamagotchi rappresenta il primo grande precedente popolare della cura rivolta a un’entità elettronica e ha inaugurato una tendenza che, oggi, è sempre più diffusa.

SMART SPEAKER

Entrati nelle nostre case a partire dalla metà degli anni 2010, gli smart speaker nascono come assistenti vocali domestici, ma finiscono presto per introdurre l’insolita abitudine a rivolgerci a un’apparecchiatura come a un interlocutore.

Diamo loro il buongiorno, li ringraziamo, scherziamo con loro e, talvolta, ci arrabbiamo perfino quando non capiscono ciò che chiediamo. Soprattutto, però, li chiamiamo per nome, legittimando la loro artificiale componente “umana”.

Il rapporto tra persone e apparecchiature comincia così ad andare oltre il semplice utilizzo: parliamo con loro.

AI TOYS

Se la vostra infanzia è stata accompagnata da lunghe conversazioni con il vostro peluche preferito, probabilmente eravate voi a fare tutto il lavoro: inventavate ciò che avrebbe detto e persino la voce con cui avrebbe dovuto dirlo.

Molti bambini di oggi, invece, non avranno lo stesso ricordo.

Negli ultimi anni si sono diffusi i cosiddetti giocattoli conversazionali: bambole, peluche e altri dispositivi capaci di ascoltare ciò che viene detto e formulare una risposta, sostenendo vere e proprie conversazioni con il bambino.

CANI ROBOT

Nel febbraio del 2026, il Washington Post ha raccontato la crescente diffusione in Cina di pet elettronici da compagnia, soprattutto tra i giovani adulti delle aree urbane.

Alcuni di questi cani robot reagiscono al contatto, riconoscono le interazioni e sviluppano comportamenti personalizzati, costruendo nel tempo una sorta di familiarità con il proprio padrone.

Il “vantaggio”? Compagnia immediata, ma con costi e responsabilità di cura molto inferiori rispetto a quelli richiesti da un animale reale.

BAMBOLE DA COMPAGNIA PER ANZIANI

In Corea del Sud sono state messe in commercio bambole dotate di intelligenza artificiale progettate appositamente per fare compagnia alle persone anziane.

La bambola saluta, parla, canta, ricorda loro di assumere medicinali e consumare regolarmente i pasti, li aiuta a mantenere una routine e utilizza espressioni affettive.

In alcuni casi, il rapporto sviluppato con queste apparecchiature può diventare particolarmente intenso, fino a far percepire la bambola come una vera e propria presenza domestica.

UN COINQUILINO VIRTUALE

Nel 2026, in Giappone, sono arrivati ologrammi da compagnia pensati per condividere la quotidianità con il proprio utilizzatore.

Il personaggio virtuale conversa, riconosce chi ha davanti, lo accoglie quando torna a casa e lo accompagna nei diversi momenti della giornata.

Una sorta di coinquilino virtuale, con una propria voce e personalità.

ROBOT CAREGIVER

Negli Stati Uniti, i ricercatori della University of New Hampshire stanno sperimentando un robot domestico progettato per assistere persone con Alzheimer e altre forme di demenza.

Il robot si muove autonomamente nell’abitazione e, grazie anche a una rete di sensori domestici, può ricordare alla persona di mangiare, bere, assumere i farmaci, fare esercizio e svolgere regolarmente le attività legate alla cura personale, contribuendo ad alleggerire il carico assistenziale del familiare.

SOCIETÀ E AMBIENTE

La crescente presenza delle AEE nella nostra sfera affettiva lascia aperte alcune domande che vanno ben oltre la tecnologia.

In una società in cui solitudine e isolamento coinvolgono fasce sempre più ampie della popolazione, siamo ancora capaci di coltivare relazioni sociali senza affidare alla tecnologia il compito di rimediare alla nostra solitudine?

E quando queste AEE arrivano a fine vita?

Per quanto sofisticate, affettuose o capaci di entrare nella nostra quotidianità, restano Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

Al loro interno troviamo batterie, circuiti, sensori, display e altri componenti che, quando l’apparecchiatura giunge a fine vita, possono essere raccolti e avviati al corretto trattamento, recuperando materiali e risorse.

Ed è qui che la storia torna al suo punto di partenza.

Dal Tamagotchi in poi, abbiamo imparato ad affezionarci alle AEE.
Oggi alcune di loro si prendono persino cura di noi.

Quando arrivano a fine vita, tocca a noi prenderci cura di loro.

Il valore? Inizia alla fine. Ricicla!