Con la pubblicazione del Decreto Legislativo 10 febbraio 2026 n. 29, l’Italia ha adeguato la propria normativa nazionale al Regolamento europeo 2023/1542, che introduce un nuovo quadro normativo per le batterie e i rifiuti di batterie.
La precedente disciplina, contenuta nel D.Lgs 188/2008, era principalmente focalizzata sulla gestione del fine vita delle pile e degli accumulatori. Il nuovo decreto, invece, amplia l’approccio normativo e considera l’intero ciclo di vita delle batterie, dalla progettazione fino al recupero delle materie prime.
Un nuovo approccio alla gestione delle batterie
La normativa europea nasce dall’esigenza di gestire in modo più efficace una tecnologia sempre più diffusa. Le batterie sono infatti componenti fondamentali per:
- dispositivi elettronici
- sistemi di accumulo energetico
- mobilità elettrica
- mezzi di trasporto leggeri come monopattini ed e-bike
Per questo motivo il nuovo quadro normativo introduce regole più articolate per garantire sostenibilità ambientale, tracciabilità e sicurezza lungo tutta la filiera.
Nuove categorie di batterie
Uno dei cambiamenti principali riguarda la classificazione delle batterie. Oltre alle tradizionali categorie (portatili, industriali e per veicoli), la normativa introduce una distinzione più precisa, includendo ad esempio le batterie per mezzi di trasporto leggeri e quelle utilizzate nei veicoli elettrici.
Questa distinzione consente di definire sistemi di raccolta e riciclo più adeguati alle caratteristiche tecniche delle diverse tipologie di batterie.
Obiettivi di raccolta più ambiziosi
Il decreto introduce anche obiettivi di raccolta più elevati per le batterie portatili.
Se la normativa precedente fissava un obiettivo del 45% di raccolta, il nuovo quadro normativo stabilisce traguardi più ambiziosi:
- 63% entro il 2027
- 73% entro il 2030
Questi obiettivi richiedono un rafforzamento delle reti di raccolta e una maggiore collaborazione tra produttori, sistemi collettivi, enti locali e operatori della filiera.
Rafforzamento della responsabilità dei produttori
Il decreto rafforza inoltre il principio della responsabilità estesa del produttore (EPR). I produttori di batterie devono contribuire economicamente e organizzativamente alla gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato.
Tra gli obblighi previsti rientrano:
- finanziamento delle attività di raccolta e riciclo
- comunicazione e informazione agli utilizzatori finali
- monitoraggio dei flussi di batterie immesse sul mercato
- supporto alla tracciabilità della filiera.
Maggiore trasparenza e controllo della filiera
Il nuovo decreto introduce anche strumenti per migliorare la trasparenza del sistema, tra cui:
- il nuovo Registro dei produttori di batterie
- il rafforzamento del Centro di Coordinamento Batterie
- maggiori attività di monitoraggio e controllo da parte delle autorità competenti.
L’obiettivo è garantire una gestione più efficiente dei flussi di batterie e contrastare eventuali fenomeni di irregolarità nel mercato.
Verso una filiera più circolare
Le batterie rappresentano una risorsa strategica per la transizione energetica, ma contengono anche materiali preziosi come litio, nichel e cobalto. Una corretta gestione del loro fine vita consente di recuperare queste materie prime e ridurre l’impatto ambientale.
Il Decreto Legislativo 29/2026 rappresenta quindi un passo importante verso la costruzione di una filiera delle batterie più trasparente, sostenibile e pienamente integrata nei principi dell’economia circolare.