Il numero di rifiuti elettronici su scala globale cresce a ritmi record.
Per questo, noi di SINAB ti mettiamo alla prova, aiutandoti a sfatare alcuni miti e ad acquisire sempre più consapevolezza dei processi che muovono l’E-Waste, per comprendere fino in fondo come possiamo contribuire, nel nostro piccolo, a ridurre l’inquinamento e riutilizzare risorse.
INIZIAMO!
- In un solo anno produciamo abbastanza rifiuti elettronici da riempire 1,55 milioni di camion
✅ VERO!
Questo dato viene dal Global E-waste Monitor 2024 (ONU/UNITAR/ITU).
Nel 2022 il mondo ha generato 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici.
Per rendere l’idea, il report traduce questo numero in un’immagine visiva: circa 1,55 milioni di camion da 40 tonnellate pieni di RAEE.
- La maggior parte dei rifiuti elettronici viene riciclata correttamente
❌ FALSO!
Questa è una delle convinzioni più comuni.
In realtà, nel 2022 solo circa il 22,3% dei RAEE è stato raccolto e riciclato in modo documentato, cioè dentro filiere ufficiali e controllate.
Questo significa che quasi 4 RAEE su 5 non risultano gestiti correttamente: possono finire nell’indifferenziato, essere trattati male o perdersi in circuiti non tracciati.
Ecco perché conferire bene un RAEE è fondamentale: è il primo passo per farlo entrare nella filiera sicura.
- In media, ogni persona produce meno di 1 kg di rifiuti elettronici all’anno
❌ FALSO!
Nel 2022 la media globale è stata di circa 7,8 kg di RAEE per persona.
Questo dato è sorprendente perché ci fa capire quanto l’elettronica sia ormai parte della vita quotidiana: non solo grandi elettrodomestici, ma anche piccoli oggetti tecnologici che cambiamo spesso.
Occorrerebbe anche riflettere su quanto velocemente acquistiamo e, di conseguenza, buttiamo: è necessario? Si può evitare?
- Entro il 2030 i rifiuti elettronici potrebbero arrivare a 82 milioni di tonnellate all’anno
✅ VERO!
Secondo le proiezioni ONU, se continuiamo con questi ritmi di consumo e smaltimento, entro il 2030 potremmo ritrovarci a dover gestire circa 82 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici all’anno.
Il problema non si risolverà da solo con la tecnologia: più dispositivi usiamo, più rifiuti generiamo.
Per questo servono sistemi di raccolta sempre più efficaci e una partecipazione attiva dei cittadini.
- Le batterie che non vengono conferite correttamente sono una delle prime cause di incendi negli impianti
✅ VERO!
Le batterie al litio sono tra i componenti più delicati dei rifiuti elettronici.
Se finiscono nell’indifferenziata e vengono schiacciate durante raccolta o trattamento, possono surriscaldarsi e innescare incendi.
Per questo motivo, batterie e dispositivi elettronici non vanno mai buttati nel sacco nero: devono seguire canali dedicati e sicuri.
QUESTO NON ERA SOLO UN QUIZ…
Il mondo produce milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, eppure tutto parte da un gesto semplicissimo: che scelta facciamo quando un’apparecchiatura elettrica ed elettronica non funziona più.
Se la portiamo nei canali ufficiali, diventa recupero e sicurezza. Se la buttiamo nel posto sbagliato, si perde.
La regola è semplice: mai nell’indifferenziata.
Portiamo sempre i RAEE al Centro di Raccolta Comunale o, se previsto, nei negozi di elettronica.
Con una sola scelta possiamo fare la differenza tra rifiuto e risorsa.