In una tonnellata di vecchi iPhone c’è fino a 300 g di oro, molto più che in una tonnellata di minerale.
I tesori nascosti nello smartphone
- Ogni smartphone contiene piccole quantità di metalli preziosi:
- oro (circa 0,034 g per iPhone)
- argento (≈ 0,34 g), palladio (≈ 0,015 g) e platino (meno di 0,001 g)
- oltre a metalli meno preziosi ma abbondanti come alluminio (25 g) e rame (15 g)
- Il contenuto di questi materiali in un cellulare è molto più concentrato rispetto allo stesso peso di minerale estratto: in 1 tonnellata di iPhone si trovano circa 300 volte più oro e 6,5 volte più argento rispetto ai corrispettivi minerali naturali.
Il problema dello spreco e dell’e‑waste
- Gli utenti cambiano smartphone in media ogni 11 mesi, accumulando un enorme volume di rifiuti elettronici che spesso finiscono in cassetti o discariche
- Solo una piccola percentuale di dispositivi usati (circa il 10%) viene riciclata correttamente, mentre il resto rappresenta “miniere domestiche” inutilizzate.
Come avviene il riciclo
- Il recupero su larga scala richiede processi industriali costosi: separazione, fusione e raffinazione, spesso con alta intensità energetica o uso di solventi chimici.
- In alcune zone, come nella città di Guiyu in Cina, l’e‑waste viene gestito informalmente, esponendo i lavoratori a sostanze tossiche come mercurio, piombo e arsenico
Con l’aumento della domanda di metalli rari, l’estrazione tradizionale è sempre più costosa e inquinante. Il recupero dai rifiuti elettronici (urban mining) rappresenta l’unica alternativa ecologica e strategica per risparmiare risorse.
